Italia terza al mondo per annunci su Airbnb

Numeri importanti per Airbnb in Italia

  In un'intervista ad Adnkronos, Matteo Frigerio, Country Manager di Airbnb Italia, ha commentato alcuni dati molto significativi sulla presenza del colosso degli affitti brevi online nel nostro Paese. Partendo dalla sintesi fatta da Tgtourism.tv, noi di Hintown, che ci occupiamo da anni di supportare i property manager italiani con una serie di servizi di co-hosting flessibili e professionali, vogliamo approfondire le sue riflessioni e delineare un profilo della presenza di Airbnb nel mercato short rent italiano.

Il primo dato significativo che colpisce nelle dichiarazioni di Frigerio è quello riguardante il numero complessivo di annunci riguardanti il nostro Paese sul sito di Airbnb, circa 400 mila. L'Italia si colloca, così, al terzo posto dopo Stati Uniti e Francia per numero di unità immobiliari proposte in affitto breve su Airbnb, con circa 300 mila case e appartamenti completi e 100 mila stanze in immobili in condivisione.

Nel 2018 questa grande offerta di accomodation di tutti i generi in ogni parte della penisola, ha soddisfatto le esigenze di 9 milioni e 600 mila viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Molti di essi hanno visitato l'Italia per motivi turistici, legati sia alle nostre bellezze artistiche e culturali, sia a quelle naturalistiche, come le spiagge o le località di montagna, ma l'incidenza dei viaggi di lavoro è in costante crescita. Allo scorso settembre, infatti, dichiara Matteo Frigerio, circa 700 mila aziende hanno utilizzato Airbnb for Work per trovare posti letto per le trasferte dei propri dipendenti.

Un mercato short rent tanto vivace non può che assumere caratteristiche peculiari rispetto all'accoglienza alberghiera tradizionale e ai circuiti del turismo organizzato di massa. Proprio su questi aspetti specifici può essere interessante soffermarsi per capire quali peculiarità siano più apprezzate in una casa vacanze o in un alloggio in locazione breve e realizzare così un investimento immobiliare efficace attraverso questo tipo di messa a reddito.  

Il cliente di Airbnb in Italia

  Alcuni dati riportati nell'intervista di Mattero Frigerio, Country Manager per l'Italia di Airbnb, ci permettono di fare alcune riflessioni sulle caratteristiche generali del mercato dello short rent nazionale e sulle attitudini dei clienti che scelgono un immobile in locazione breve, invece di un albergo, per i propri pernottamenti.

Innanzi tutto, possiamo dire che il cliente di Airbnb che cerca un accomodation in Italia si muove in piccoli gruppi, siano essi familiari o di amici. La media delle persone che affittano una casa vacanze o un appartamento sul portale, infatti, è di 2,6 unità. Questo dato, che potrebbe sembrare solo una diretta conseguenza della dimensione degli immobili offerti in locazione breve, ha invece un risvolto interessante: chi viaggia con Airbnb, nella stragrande maggioranza dei casi, ha organizzato in modo autonomo le proprie vacanze, senza ricorrere a tour operator che, invece, preferiscono indirizzare i propri clienti verso alberghi o villaggi turistici.

Il turista self-made tende a diventare, come dice lo stesso Frigerio con un'espressione efficace, un “cittadino temporaneo” della città in cui soggiorna. Pernottando in un appartamento, infatti, sarà spinto anche a relazionarsi con le realtà commerciali del quartiere, come bar, ristoranti, cinema e teatri, ma anche negozi di alimentari o di altri beni di consumo. Inoltre, la scelta di voler vivere per qualche giorno in una casa vera e propria, invece che in una camera d'albergo, è già di per sé indice di un'attitudine a cercare esperienze stimolanti, legate al luogo che si sta visitando.

Tra gli altri dati, è importante sottolineare che il tempo di pernottamento per i viaggiatori short rent è maggiore di circa il 22% rispetto a quello di chi sceglie un hotel. Anche questo aspetto evidenzia in modo chiaro la tendenza ad un tipo di soggiorno diverso, più stabile e quindi tendenzialmente più interessato ad esplorare il luogo che si visita con maggiore attenzione.  

La concorrenza tra alberghi e case su Airbnb

  Un'altra interessante tematica su cui si è espresso Frigerio è quella della concorrenza tra strutture ricettive tradizionali e appartamenti o case vacanza in affitto breve sulle piattaforme come Airbnb.

Dall'analisi dei dati che abbiamo già esaminato in precedenza, il Country Manager di Airbnb Italia, trae una conseguenza piuttosto semplice e afferma che non esiste, nei fatti, una pesante concorrenza tra alberghi e case su Airbnb perché essi si rivolgono, tipicamente, a clientele di tipo diverso.

Mentre un albergo può sempre contare sui visitatori portati dai grandi circuiti dei tour operator nazionali e internazionali, questo tipo di viaggiatori è del tutto estraneo ad Airbnb che raccoglie invece le preferenze di chi vuole organizzare da sé i propri spostamenti, soprattutto se si muove in famiglia o con un ristretto gruppo di amici.

Le affermazioni di Frigerio sono sicuramente condivisibili anche dal nostro punto di vista, ma non possiamo dimenticare che esse si inseriscono comunque in una polemica che oppone, negli ultimi anni sempre con più veemenza, gli albergatori alle piattaforme di ricerca online di appartamenti in locazione breve.  

Investire sullo short rent in Italia

  Hintown è un co-host professionale che si trova, nello svolgimento della propria mission, a contatto con chi ha deciso di mettere a reddito una casa che già possedeva con gli affitti brevi oppure che ne ha acquistata una ex novo come investimento immobiliare.

Gli host italiani sono ormai moltissimi e tra di loro stanno crescendo in modo molto significativo gli over 60, la generazione dell'economia silver, che cercano nell'attività di proprietario e gestore di immobili in affitto breve sia un'integrazione al reddito familiare, sia un nuovo stimolo nell'età della pensione.

Per essere sicuri di avere successo proponendo un alloggio o una casa indipendente in short rent sulle piattaforme online come Airbnb o Booking.com è necessario riflettere sugli aspetti che abbiamo sottolineato in questo articolo. Ad esempio, pensare che ai nostri ospiti interesseranno informazioni sulle attività del nostro quartiere o della nostra città e magari organizzare esperienze di tipo culturale, gastronomico o artistico legate all'affitto della casa.

Occorre anche tenere in conto che ci rivolgeremo a famiglie o a gruppi di amici, con esigenze specifiche, come ad esempio avere una cucina ben attrezzata per poter mangiare a casa o un collegamento internet wi-fi efficiente.

In ogni caso, se desiderate un supporto per gestire ogni aspetto della vostra attività di host potrete sempre contare sulla professionalità e sull'esperienza di Hintown, contattandoci per conoscere le nostre migliori offerte per voi.
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